La laurea, questa (s)conosciuta

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La laurea, questa (s)conosciuta 

di Valentina Scillieri

Tutti gli studenti universitari, fin dal primo giorno di lezione, sono destinati a convivere con un essere mitologico che turba la loro esistenza: la laurea. Questo sostantivo così temuto – che deriva dal latino laurĕa, ovvero ‘(corona) di alloro’ – viene vissuto dagli studenti in maniera molto diversa. Vediamo insieme 5 modi con cui Davide (lo studente) riesce a sconfiggere Golia (la laurea).

La laurea mordi e fuggi

“La vostra carriera universitaria passerà in un momento: come oggi, domani e dopo domani”. Così un mio professore universitario aveva profetizzato il primo giorno di lezione. E per molti studenti è davvero così. I tre anni riescono a fuggire più veloci di una lepre inseguita da una volpe, e, quasi senza rendersi bene conto di dove si è, ci si ritrova alla tesi, alla discussione, ai parenti e allo spumante.

La laurea tempesta

Al contrario invece alcuni universitari alla laurea proprio non vogliono arrivarci. Quanto è bello passeggiare fra i chiostri, fare due chiacchere con i colleghi e alzarsi tardi la mattina? Sarebbe da pazzi abbandonare una vita del genere, e così ci si trascina la triennale o la magistrale per anni, anni e ancora anni. Però poi la soddisfazione che si ha quando si arriva alla tanto attesa laurea è davvero impagabile.

La laurea travagliata

Può capire che all’inizio o durante il percorso di studi universitario si abbia un ripensamento sulla propria esistenza. A mettersi di mezzo fra lo studente e la laurea è in questo caso quasi sempre il sognato anno sabbatico. Ed è così che si comincia studiando ingegneria e grazie al periodo di pausa ci si ritrova per laurearsi in scienze politiche, sette anni dopo.

La laurea ambo, terna, quaterna e cinquina

Ci sono rarissimi casi, studiati dagli scienziati, di studenti che si appassionano talmente tanto al mondo universitario e alle lauree che non si accontentano di un titolo triennale, uno magistrale, un master e un corso di specializzazione. No, loro vogliono studiare ancora, ancora e ancora. Ed è così che si iscrivono ad altre triennali, tutte diverse fra di loro, e riescono ad ottenere oltre alla laurea iniziale altri due, tre, quattro e verso l’infinito e oltre titoli di studio universitari.

La laurea a effetto domino

In università spesso c’è la tendenza a fare gruppo. Ci si ritrova per studiare, per andare a fare aperitivo o anche solo per disperarsi sul quanto sia lunga la strada per arrivare alla laurea. E poi c’è un apri fila che, proprio per quest’ultima, dà l’esempio. Il primo che in un gruppo di universitari si laurea diventa una sorta di modello, un mito leggendario che tutti sono spronati a seguire. L’effetto domino per laurearsi è garantito, ci si accorda sul periodo in cui preparare ed eventualmente discutere la tesi e si finisce con il laurearsi tutti lo stesso giorno.

E voi, quale modello di laurea avete o vorreste seguire?

 

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