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Milano in estate, i tormenti per chi resta in città sotto il solleone

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Milano in estate, i tormenti per chi resta in città sotto il solleone 

di Valentina Scillieri

Passare l’estate in una città come Milano significa dover fare i conti con una serie di fastidi, ma anche di “benefici”, che sono tipici di questo periodo dell’anno. Ecco quali sono i principali vantaggi e svantaggi che avrà riscontrato chiunque avrà passato l’estate in città.

Il caldo

Una città come Milano è rinomata per essere la patria della nebbia, in inverno, e la culla del caldo umido e afoso in estate. I marciapiedi e le strade della capitale lombarda nei mesi di giugno, luglio e agosto raggiungono picchi di calore che li fanno assomigliare a delle griglie da barbecue fumanti. La pelle si appiccica saldamente ai vestiti, l’aria diventa simile a quella emessa da un phon e l’unica oasi di salvezza sono negozi e locali con l’aria condizionata. Con un rischio però: ritrovarsi a Ferragosto bloccati a letto con il raffreddore. 

La metropolitana

In una grande città come Milano in metropolitana nei mesi estivi si verifica un curioso caso: mentre da giugno a luglio le carrozze dei treni sembrano popolate da una miriade di gente nervosa, arrabbiata e di fretta, in agosto la metropolitana diventa un Sahara, desolata e silenziosa. Ma non solo: i treni delle linee metropolitane milanesi sono soggetti anche ad un altro particolare fenomeno, legato all’aria condizionata. Inspiegabilmente, quando il caldo torrido assale la città e la ricerca di un luogo refrigerato appare come un lontano miraggio, la metropolitana offre ai cittadini due possibilità. La prima è di ritrovarsi un treno-sauna, dove il calore fa perdere più liquidi e sali minerali di una corsa di un’ora al parco. La seconda è invece di prendere una carrozza polare, dove l’aria condizionata provoca un abbassamento delle temperature che neanche al polo Nord nei mesi più freddi.

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Il traffico

L’estate a Milano è uno dei momenti magici per gli automobilisti. Non il mese di giugno in particolare, ma già da luglio e soprattutto in agosto sparisce quel fenomeno che provoca in molti cittadini ogni giorno rabbia, nervosismo e tanti improperi: il traffico. Grazie agli esodi di massa la città si svuota, e l’automobilista milanese, perennemente di fretta e con un andamento rapido non solo a piedi ma anche sulla quattro ruote, può finalmente godersi la strada tutta per sé. Fatta eccezione per i semafori, che quelli no, in vacanza non vanno mai.

Il mare

No, non il mare in senso stretto, ma le fotografie del mare. Il milanese, quando può e compatibilmente con le autostrade intasate, un weekend al mare se lo concede. Ma durante la settimana, quando è stanco, spossato e il caldo e il lavoro lo distruggono, c’è una cosa che proprio nessun cittadino di Milano o dintorni può subire: ricevere o vedere sui social le immagini di parenti, amici, fidanzati/e o persone sconosciute al mare, mentre si divertono, fanno il bagno e si rilassano. Questo no, è un affronto inaccettabile, che per i poveri martiri che devono trascorrere l’estate in città prima o poi dovrà finire.

Le zanzare

L’estate in città, e nel caldo umido e appiccicoso di Milano in particolare, è rappresentata anche da un altro elemento: le killer silenziose della notte, i più fastidiosi e infingardi insetti della natura, le zanzare. Queste ultime assalgono la maggior parte delle persone rimaste in città come se non ci fosse un domani. La notte è il momento per loro più propizio, dove riescono a fare incetta di sangue e riempire il malcapitato di turno di fastidiosi bubboni. Le zanzare poi turbano spesso il sonno di molti, che cercano invano di ucciderle. Ma loro no, loro sono più furbe di qualsiasi ciabatta, zampirone o spray naturale e ritorneranno sempre, imperterrite, a disturbare e rovinare la già triste estate di chi resta in città.

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