fbpx

Le 10 tipologie di studente universitario

stressed-student1-900x526

Le 10 tipologie di studente universitario

di Valentina Scillieri

Università è una parola che per ciascuno ha un significato diverso. C’è chi la vede come l’Eden, chi come una bolgia infernale, chi come un luogo di passaggio come tanti. Certo è che in ogni università si vengono a creare dei veri e propri personaggi tipo, quei ragazzi o ragazze che assumono un’etichetta precisa per via dei loro comportamenti nella giungla universitaria. Scopriamo insieme quali sono le 10 tipologie di studente universitario più assurde ma comuni di sempre.

1.Miss/Mr. 30 e Lode

Per questa tipologia di studente, maschio o femmina che sia, l’università è un qualcosa di più di un semplice percorso di studi. È una missione, una vocazione di vita. Che, come tale, richiede di essere portata avanti sempre al massimo. Non esistono aperitivi, discoteche, vita sociale. Solo e soltanto università, studio, casa, chiesa e ancora università. Il voto medio degli esami di questa tipologia di universitario/a oscilla fra il 30 e il 30 e Lode. Infamia, vergogna e disgrazia nel sentirsi dire da un professore “Le darei 29, Le va bene?”.

2. Studiare? What does it mean? 

Studiare? Un optional quanto mai obsoleto e fuori moda. Ormai lo studente universitario che ha una grandissima fortuna (per essere fini) e una buona dose di faccia tosta si limita a leggere la sera prima o meglio ancora la mattina stessa dell’esame quello che c’era da preparare. Senza mai aver seguito una lezione, o stando in aula solo per scaldare il posto. E con le due doti sopra citate riesce a portarsi a casa, non si capisce mai bene come, sempre voti alti, anche dei 30 e Lode. Con sommo disappunto (e a volte anche invidia) degli altri compagni, soprattutto di Miss/Mr. 30 e Lode.

3. Il giocatore ossessivo compulsivo

Lui è invece il tipico studente che l’università la prende come se fosse una partita a Candy Crush. O a Ruzzle. Meglio ancora se a Fight List. Le ore di lezione sono per lui una vera goduria o tortura, dipende se riesce a superare o meno i diversi livelli. La spiegazione del professore di turno è per lui un sottofondo ideale per aumentare la concentrazione e le prestazioni di gioco. Casualmente è quasi sempre il miglior amico di Miss/Mr. 30 e Lode.

4. Che ansia

Generalmente donna, all’apparenza normale ma mentalmente instabile. La studentessa “che ansia” vive ogni momento della giornata universitaria come se fosse l’ultimo sulla Terra. Da quando arriva al mattino fino a quando se ne torna a casa la sera il mantra costante è uno: che ansia. Andare in bagno durante la lezione provoca ansia, mangiare distogliendosi dallo studio è un’ansia, camminare troppo piano col rischio di arrivare tardi a lezione mette ansia. Peccato che ancora non abbiano inventato una facoltà di ansia perché si laureerebbe con il massimo dei voti.

5. Mangio dunque sono

Poi c’è lui, il mangiatore seriale. Ogni momento della giornata è buono per uno spuntino, un break, persino un aperitivo. La mattina quando arriva in università non carbura senza prima aver fatto una colazione completa (brioche, cappuccino, spremuta d’arancia e un bicchiere d’acqua). Durante la lezione, quando si sente un fastidioso rumore di sottofondo, è immancabilmente lui che sta ingurgitando patatine, noccioline o cioccolato della macchinetta del piano. Il pranzo va fatto rilassato, pazienza se si perdono 2 ore di lezione. Un paio di caffè e qualche altra schifezza dopo ed è subito sera, l’ora dello spritz.

Studente Universitario
6. Se mi lasci non vale

Può essere un lui o una lei, ma sta di fatto che questa tipologia di studente potrebbe anche essere definita “la cozza”. Non fa mai esami da solo, gli amici del cuore/compagni di lezione ci devono sempre essere. Per lo studio ci si ritrova tutti insieme appassionatamente come i 4 amici al bar, soltanto che al posto del bar c’è spesso la casa della cozza. Le decisioni devono sempre essere di gruppo, così come i pranzi, le cene, le docce e le mutande. Il futuro questo lui o lei lo vede sempre roseo finché c’è anche un altro/a amico/a con cui condividere le scelte; quando si ritrova da solo/a il baratro è a un passo.

7. Il don Giovanni

Lui non è uno studente qualsiasi. Lui è uno studente che si fa riconoscere subito. Vestiti alla moda, quintali di profumo, un’aria spavalda e fiera. E una preda da conquistare. Le lezioni del don Giovanni trascorrono fra messaggi sul gruppo di WhatsApp degli amici per descrivere la serata con la ragazza di turno, tentativi di adescare nuove vittime lanciando sorrisi ammiccanti o facendo battute spassosissime (secondo lui, ovviamente) e ricerche sui social per capire chi sia quella bellissima ragazza seduta in terza fila sulla sinistra partendo dal basso. La biblioteca è il regno del don Giovanni, la sua savana, dove, con altri suoi simili, ingaggia una lotta costante per ottenere il primato di Re della foresta.

8. Il migliore amico del professore

“Professore, mi scusi, mi saprebbe dire quanti capelli aveva in testa Napoleone III prima dello scoppio della Rivoluzione francese?”. Questa è una classica domanda che lo studente best friend del professore fa, prima, durante o dopo la lezione. Necessariamente mal visto dai colleghi di corso, il migliore amico non si fa problemi a dimostrarsi tale, incalzando il professore con le sue domande assurde e prostrandosi ai suoi piedi ogni volta con ossequi a non finire per la sua gentilezza, disponibilità, ecc ecc. Sarà un tentativo di raccomandazione o una semplice curiosità a muovere il nostro eroe? A voi l’ardua sentenza.

9. Il precisino

La sua vita universitaria non è organizzata, di più. Sa che ogni mattina dovrà alzarsi alle 7:42 e 34 secondi, fare pipì in 1 minuto, fare colazione in 4 minuti e 36 secondi, vestirsi e lavarsi in 15 minuti e 23 secondi, dare un bacio a mamma in 4 secondi e uscire. Arriverà in università alle 8:36 e 17 secondi e ogni sua giornata sarà scandita al secondo per ciascuna attività che dovrà svolgere. Lo studio idem, tutto definito per filo e per segno. Dal numero di pagine che dovrà studiare per ogni esame totale, preappello, parziale ed eventuale recupero, al numero di ore, minuti e secondi che dovrà dedicare per x mesi, ogni x giorno alla x materia. Pause colazione, merenda, pranzo, merenda, cena e pipì varie incluse. E se…. No, i se per il precisino non esistono. Anche quelli sono già stati previsti, calcolati ed incasellati.

10. Il dormiglione

Un classico studente universitario è lui, il dormiglione. La sveglia suona, imperterrita… Ehi, un momento, ma quale sveglia? Il dormiglione non sente sveglie, per lui le sveglie non esistono. O meglio, esistono le sveglie per ricordarsi di fare il riposino ogni tot ore. Perché altrimenti la pelle si sciupa, i neuroni non girano e il divano si sente solo. E così le lezioni in università causano al dormiglione quasi sempre scoliosi o mal di schiena. I suoi libri non prendono mai aria, avendo quasi sempre la faccia del proprietario appoggiata sopra. Le mosche diventano delle piccole Indiana Jones che partono alla scoperta del misterioso territorio della bocca del dormiglione. I pranzi, seppur brevi, sono un ottimo pretesto per abbandonare le aule di lezione e tornare dall’unico vero amore della vita del dormiglione: il divano.

E tu in quale studente tipo ti riconosci?

 


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /homepages/21/d616435430/htdocs/clickandbuilds/Uniglobe/wp-includes/class-wp-comment-query.php on line 399

01 Comment

Comments are closed.